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Vi racconto una storia.

 

Questa volta non posso scrivere per condividere le sensazioni derivate da una gara podistica a cui abbiamo partecipato, i problemi sanitari di attualità  hanno annullato ogni evento sportivo e purtroppo questo “ morbo” sta sconvolgendo il pianeta con ripercussioni legate sia alla salute, sia all’ economia, sia alle relazioni sociali. La scienza ha dunque fallito ? Ci sembra impossibile che le tecnologie di cui disponiamo non siano in grado di risolvere velocemente un problema legato ad un virus. Pare inverosimile che un virus, un agente così primitivo da non essere considerato nemmeno un essere vivente possa mettere in ginocchio i paesi più progrediti della terra. Ma forse c’ è qualche cosa di sbagliato nella nostra società moderna?  Lo scrittore Giovanni Pascoli declamava il fallimento della scienza moderna non in grado di assicurare la felicità umana e proprio di fronte al caso di questo Corona Virus  la scienza non può che dimostrare la finitezza, la piccolezza e l’ insignificanza dell’ uomo di fronte all’ Universo. Da una semplice riflessione ci si può rendere conto che, questa problematica sanitaria, come molte altre che si sono recentemente verificate è figlia del mondo moderno ed è causata dall’ egoismo, dall’ arroganza e dalla presunzione umana.

Fin dall’ antichità le comunità di uomini primitivi avevano regole comportamentali precise, i tabù vietavano certe azioni e comportamenti. In modo particolare tabù di ordine sacrale impedivano agli uomini di utilizzare come cibo alcuni alimenti, in modo particolare quelli derivati da alcuni animali. L’ uomo moderno invece si sente padrone assoluto della natura e non pone più alcun limite a nulla. La natura viene così sfruttata irrazionalmente inducendo sconvolgimenti del sistema planetario sia a causa dell’ inquinamento sia a causa del cambiamento climatico. Non esiste quindi più alcun tabù,  non esistono confini alla scienza, sovente a servizio del ventre insaziabile di denaro delle multinazionali. L’ uomo ricco, annoiato da una vita troppo comoda  deve trasgredire continuamente  per rompere la monotonia. Anche il cibo diventa elemento di trasgressione ed ostentazione di potere e di ricchezza.

Il virus COVID19 probabilmente, dopo una mutazione,  è passato all’ uomo dai pipistrelli o dal pangolino,animali con cui convive da moltissimo tempo. Questi animali in Cina sono  venduti vivi per essere macellati ed utilizzati come alimenti. Non sono un cibo alla portata di tutti, in quanto molto costoso, ma sono un piatto  destinato solo a persone molto ricche che, anche in questo modo vogliono mettere in mostra la propria ricchezza. I pipistrelli  cacciati per questo scopo devono essere catturati vivi e l’ attenzione è rivolta alle specie giganti, molte delle quali si cibano della frutta selvatica presente nelle foreste. La loro cattura è complessa ed implica spedizioni di uomini in caverne dove questi animali trascorrono in grandi famiglie l’ intero giorno. I cacciatori vengono pagati molto per la cattura dei pipistrelli a causa delle difficoltà di ricerca in territori selvaggi e del rischio di vita a cui vanno incontro. Molti di questi uomini si ammalano di Chlamydia,  malattia infettiva, contratta attraverso il contatto con il guano di uccelli presenti nelle grotte frequentate dai pipistrelli. Tante altre malattie  sono state trasmesse all’ uomo da animali selvatici utilizzati nell’ alimentazione.  In Asia un altro piatto da ricchi è costituito dal cervello crudo di scimmia responsabile del morbo di Creutzfeldt-Jakob malattia neurodegenerativa responsabile della demenza progressiva fino alla morte. Anche gli europei hanno le loro responsabilità. Vi ricordate il morbo della mucca pazza o BSE o malattia di Creutzfield Jacob? Ha avuto un’ importante diffusione a livello europeo in quanto alcune multinazionali dedite alla produzione di mangimi zootecnici utilizzavano, per abbassare i costi diProssimoproduzione  e per guadagnare di più, gli scarti dei macelli. Si costringevano pertanto i bovini a cannibalizzare se stessi ed i risultati sono stati l’ espansione di una patologia causata da un prione, una proteina “ selvatica”, anche a carico dell’ uomo. Sono tante quindi le malattie “ figlie “ del nostro tempo provocate dalla mancanza di rispetto dell’ uomo verso gli animali e la natura. L’ inquinamento e tutte le sofferenze  inflitte agli animali  alla fine colpiscono l’ uomo come un boomerang e proprio in questi giorni ce ne stiamo accorgendo a causa del virus COVID19. Ci troviamo isolati, la nostra vita di relazione è cambiata, guardiamo tutti e tutto con sospetto, né matrimoni, né funerali, e per noi podisti nessuna delle amate gare a cui partecipare. Dobbiamo allora diventare più semplici e più umili, riacquistare il rapporto con la natura, cercare la felicità nelle piccole cose e non nei falsi bisogni imposti da una pubblicità irrispettosa ed incalzante. Il podismo aiuta l’ uomo a raggiungere questo fine, perché il podismo rende l’ uomo migliore. Vi racconto una storia….. C’ era un ragazzino curioso per ogni forma di vita che lo circondava ed era particolarmente  attratto dai segreti della chimica. All’ età di 12 anni riducendo in polvere un po’ di carbonella, rubando lo zolfo in polvere utilizzato dal padre come fungicida e grattando il salnitro dai muri, era in grado di creare la polvere da sparo ed aggiungendo limatura di ferro, permanganato di potassio realizzava persino fumogeni colorati. Dopo studi scientifici e molto tempo trascorso nei laboratori universitari viene selezionato da una delle più grandi multinazionali della chimica per rivestire il ruolo di ricercatore. Il giovane uomo crede allora di avere realizzato il sogno della sua vita. Si trova così coinvolto in progetti di ricerca su erbicidi, insetticidi, fungicidi, ormoni, mangimi…. Scopre di avere il potere di vita o di morte sulla natura, può uccidere animali o vegetali, può ingigantire frutta e verdura, può grazie alla tecnologia OGM creare nuovi esseri. Si sente allora UN PICCOLO DIO, il dominatore assoluto della natura. Dopo anni di ricerca, a volte la sua coscienza emette un lampo, gli chiede risposte sui danni alla salute umana ed al pianeta causati da quelle “ molecole malate” che sta sperimentando. Ma i soldi della multinazionale, i viaggi aerei in bussines class, le sale VIP agli aeroporti,  gli Hotel 5 stelle lusso imbavagliano la sua coscienza. Il Piccolo Dio ha una passione, è un podista e non capisce come mai quando corre prova un benessere indescrivibile. Quando indossa una semplice canotta con un paio di pantaloncini ha una sensazione positiva, mentre ultimamente la giacca e la cravatta della multinazionale lo soffocano.

Una domenica d’ estate il Piccolo Dio partecipa ad una gara podistica nel parco del Ticino. Il cielo si rabbuia, minaccia un forte temporale, lo speaker  sconsiglia ai partecipanti di partire per il percorso più lungo di 20 km. Ma Lui è un Piccolo Dio, cosa potrà mai capitargli!  Così parte sicuro e fiero di se stesso. Dopo pochi chilometri si trova nel folto del bosco, smarrisce il percorso e viene sfiorato dal fulmine, schiaffeggiato dal vento, accecato dalla pioggia, lapidato dalla grandine. Prova freddo, paura e allora di fronte alla natura si accorge di non essere un Piccolo Dio, ma un Piccolo Uomo . Inciampa e cade con le mani e le ginocchia nel fango. Con stupore non prova dolore in quella caduta, ma sente  il caldo abbraccio della madre terra, quella terra il cui grembo fecondo accoglie ogni anno quei piccoli semi che gli agricoltori le affidano, quei piccoli semi che, per una magia germinano e generano il cibo necessario a sfamare l’ umanità. Ora il Piccolo Uomo si rialza e corre verso il traguardo e lo supera felice per avere ritrovato se stesso…..  E’ una storia che dimostra quanto il podismo possa migliorare noi stessi  molte volte senza che ce ne accorgiamo.  Umiltà e buon senso sono le fondamenta necessarie a migliorare il mondo in cui viviamo e ai podisti queste qualità non mancano.  Il correre, un gesto insito nella natura dell’ uomo, ci fortifica nella vita. Quando iniziamo una gara, ci chiediamo, ma chi me lo ha fatto fare ? Ho abbandonato il mio comodo letto ed ora mi trovo qui al freddo, al caldo, in preda alla stanchezza…. E poi come per magia, chilometro dopo chilometro giungiamo al termine soddisfatti e felici. Anche la vita è una corsa podistica. Chi intraprende gli studi universitari dopo avere sostenuto i primi esami vorrebbe mollare tutto e invece esame  dopo esame giunge al traguardo. La stessa cosa capita a chi cambia lavoro o chi effettua qualche scelta importante. Un podista è sicuramente in grado di affrontare meglio degli altri la vita quotidiana. Correre dà anche la possibilità di socializzare realmente. Sembra un paradosso, ma oggi siamo soli tra la gente. In discoteca, sul lavoro, con i nostri vicini di casa abbiamo perso la capacità di comunicare. Il rumore, la mancanza di tempo, la dimensione virtuale costituita da computer, tablet e cellulari  impediscono l’ instaurarsi dei veri rapporti sociali tra gli uomini. Quando noi corriamo e condividiamo la nostra passione con altri, lasciamo cadere la maschera  indossata ogni giorno e parliamo, scherziamo, raccontiamo episodi custoditi nel nostro cuore. Mi ricordo lo scorso anno nel 2019 durante la gara di Santa Maria Della Versa, impegnato nel percorso più  lungo, tra le salite di quei colli mi sono trovato in difficoltà  a causa di un calo di zuccheri. Una podista superata un po’ di tempo prima mi raggiunge e percepita la mia sofferenza mi invita a condividere metà barretta energetica che aveva con se. Se pensate è un qualche cosa di incredibilmente grandioso e semplice allo stesso tempo. Quante volte ci capita nella vita un qualche cosa di simile ? Il podismo è anche questo e scusate se Vi sembra poco.

                                                                                                                                         Gabriele B.